Diario di bordo

Essendo stata un’allieva del Nautico, non potevo non tenere un “diario di bordo” dei miei viaggi e delle mie ricerche, appunti e commenti, riguardanti questa avventura. Il libricino dalla copertina blu mare rilegato a spirale metallica non mi abbandona mai. Chiudo questo scritto, questo libro, questa mia avventura che non è stata solo letteraria o di ricerca, ma soprattutto è stata una bellissima esperienza di vita, citando un mio commento tratto dalle pagine di questo taccuino, datato 14 maggio 2007, giorno dell’ultimo viaggio fatto a Roma alla Biblioteca Nazionale: ‹‹Mattina turbolenta, piena di casini vari. Ho capito una cosa importante per l’Italia. Nessuno lavora fuori orario, solo io e qualche altro povero Cristo. Mi sto riposando dopo tre ore inutili di ricerca… sono avvilita… non troveremo mai quel giornale. Il viaggio in pullman è stato massacrante, meno male che torneremo con l’eurostar. Roma è caotica, qui è già estate, sembra di stare a Reggio… Sono seduta sotto un albero, si muore di caldo, la gente è proprio vestita estiva. Papà e Salvo sono tornati dentro a cercare “Il Tempo” di Palermo. Ancora ci aspettano gli ultimi micro film del ’52 e poi partiamo per Napoli. Che la Madonna ci aiuti!››

A libro finito, sono esausta, inutile negarlo. La mia cattiva salute è stata una compagna silenziosa e dispettosa, ma ce l’ho fatta a portare la nave in porto con tutto il suo carico di critiche, di imprevisti, di dispetti, a volte anche di delusioni e dispiaceri, che son serviti tutti a farmi crescere e a farmi migliorare. Il “capitano” che scrive ha soltanto 23 anni. Cambiare la “storia” non è stato facile e trovare i documenti che attestassero la verità ancora meno. Ma sono contenta di essere riuscita a mettere qualcosa insieme che parlasse di questa meravigliosa chiesetta, di questa tanto sudata e lavorata casa di Dio. Mi rende felice e orgogliosa essere riuscita a porre, caro lettore, anche solo per un attimo alla tua attenzione, le figure di Angelo, Alfonso e Giorgio Barone e di tutti coloro che lavorarono per realizzare la Chiesetta di Santa Maria di Piedigrotta. Ho raggiunto il mio scopo: dare lode ed onore ai Maestri d’Opera, agli abili e devoti artigiani della mia Pizzo, svelando segreti, per tanti anni nascosti, dando voce ad ogni singola pietra…

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