La novena

Nei capitoli precedenti ho trattato l’origine del culto della Madonna di Piedigrotta da Napoli a Pizzo, adesso spostiamo l’attenzione sulla novena e i suoi canti. La novena in onore della Madonna di Piedigrotta inizia il 23 giugno e termina il 2 luglio. E’ una novena a mio dire un po’ anomala, nel senso che comprende anche quella della Madonna di Lourdes, oltre che quella di Piedigrotta, e la maggior parte di essa è incentrata sulla Madonna delle Grazie, tanto che culmina nel giorno dei festeggiamenti nazionali di tale Madonna, e non il giorno consacrato alla Madonna di Piedigrotta che è l’otto settembre. Il legame affettivo per la Chiesetta di Piedigrotta e per il culto della Madonna ivi deposta è antico e tuttora molto sentito dalla gente. Dinnanzi a Lei i fedeli pregano, si inginocchiano e cantano, come se avessero di fronte la Vergine stessa. Il rito mira, mediante l’adorazione della Madonna, a riaffermare il legame con Gesù e ad ottenere la benevolenza della Madre mediatrice. Alle ore sei del mattino di ogni 23 giugno inizia lo storico rituale che da secoli è sempre lo stesso: raduno dinnanzi la Chiesa di San Rocco e San Francesco di Paola di donne, molto spesso madri e figlie, ma anche nonne e nipoti, signore di tutte le età insomma, pronte a percorrere a piedi recitando il Rosario, la strada lunga circa un chilometro, per giungere alla Chiesetta della Madonnella. Dopo aver percorso la SS 522 e sceso la scalinata granitoide, si giunge alla grotta incorniciata dalla piccola e bianca spiaggia e da una distesa infinita blu cobalto. L’antro, per l’occasione viene abbellito con vasi stracolmi di fiori e piante di ogni tipo, mentre il quadro della Padrona di Casa viene incorniciato da fiori

multicolori, e ai suoi piedi vengono posti una miriade di ceri che regalano una strana luce, direi quasi fatata, all’immagine della Vergine col Bambino. Di solito già verso le sette la chiesetta è piena di fedeli, seduti su panche di legno e sedie di plastica, sistemati ordinatamente e con cura dal custode, Francesco Generoso, e dalla signorina Rosina Caruso, la quale da anni dà vita a questo rito fatto di preghiere e di canti. Tra melodie a doppia voce cantate dalle fedeli e una Ave Maria arriva il prete per la messa. Alle 7,30 inizia la celebrazione. Questo culto è molto sentito a Pizzo e si tramanda da madre in figlia da molte generazioni. Io stessa ricordo che quando ero piccola vi accompagnavo mia nonna Carmela, giungendo alla Chiesetta dalla spiaggia “Malfarà”, percorrendo un viottolo che passava sotto le ville, passando poi su un ponticello di legno e arrivando nella parte superiore della grotta. Infine scendevamo dalle scale scavate nella roccia a sinistra dell’entrata e ci ritrovavamo dinnanzi alla Madonna col Bambino in festa. Ricordo pure che una volta non c’era posto a sedere e mia nonna mi fece accomodare ai piedi della statua di Sant’Antonio. Ho ancora impresso nella mente lo stare rigida con la schiena perché avevo paura di toccare la statua e di sbriciolarla.

Ma cosa spinge tutta questa gente a partecipare alla novena, ad alzarsi presto, a ripetere questo rito dall’infanzia alla tarda età? Chiedo ciò ad alcune signore che sono ormai delle veterane, e con estrema dolcezza mi rispondono: «E’ la Madonna che vuole così, ci chiama per pregare. La Madonna ci accoglie tutti, sani e peccatori, ascolta le nostre suppliche e ci esaudisce dispensandoci le sue grazie». Finita la messa, il gruppetto di donne si rimette in marcia per tornare alle faccende o al lavoro di ogni giorno, dandosi appuntamento per l’indomani. Il 2 luglio, ultimo giorno di novena, si celebrano due messe, una la mattina alle 7,30, come già detto prima, e l’altra di pomeriggio verso le 18,30, quest’ultima più varia come presenze, arricchita da diversi uomini e anche da bambini piccoli. Alla fine della funzione il parroco della chiesa di San Francesco di Paola benedice i panini preparati dal gruppo di fedeli che organizzano la novena e si inizia la distribuzione di essi come simbolo di comunione fraterna nel nome della Madonna di Piedigrotta. Un tempo alla fine della liturgia eucaristica venivano distribuiti ai presenti i “pisciceji”, i tipici mostaccioli di Soriano a forma di pesce, decorati a volte con pezzettini di carta stagnola colorata. Mentre la Sacra Icona veniva portata in processione in mare, su una barca piena di fiori, accompagnata dalle barche più piccole dei pescatori della zona e dai canti in vernacolo dei fedeli che l’aspettavano sulla battigia. Il tutto si concludeva verso il tramonto con i fuochi pirotecnici.

Oggi la processione via mare non avviene più. Una volta i pescatori facevano a gara per organizzarla, per portare il quadro miracoloso sulla propria barca. Nell’archivio della Diocesi di Mileto ho trovato una richiesta risalente a più di dieci anni fa, scritta da alcuni pescatori di Pizzo, che chiedevano il permesso di poter organizzare la festa della Madonnella di quell’ anno. Comunque sia, col passare degli anni e col cambiamento di alcuni riti, l’amore e la devozione verso l’ Immagine custodita a Piedigrotta restano immutati, contribuendo a far crescere grazie anche all’aura di mistero che l’avvolge, il mito di tale Madonna.

I canti sono degli elementi molto importanti negli atti religiosi, soprattutto in questa novena, e ci aiutano a capire come la comunità, come la devozione popolare delineano la Madonna nelle sue molteplici vesti. La Madonna di Piedigrotta e il suo culto sono legati in maniera molto forte alla devozione dei pescatori e di conseguenza delle loro famiglie. Una canzone tipicamente pizzitana, che sembra più una poesia, dal titolo “Madonnina del mare”, è un esempio abbastanza tipico della grande fiducia dei fedeli verso la Madonna di Piedigrotta e del rapporto di familiarità di questi con la Vergine. Il pescatore, protagonista della preghiera, senza timore perché certo dell’aiuto di Maria ai rintocchi della campana di Piedigrotta volge alla Madonnina del mare la sua supplica. Questo penso sia uno dei più bei testi dell’intera novena.

Al primo raggio di sole, la cittadella si desta, ed un bel giorno risuona la dolce campana vicina, quando sul mare d’argento, va il pescatore contento, s’inchina alla sua Madonnina dicendo così Madonnina del mare non ti devi scordare di me, vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te. Canta il pescatore che va, Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà. Canta il pescatore che va, Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà. L’ultimo raggio di sole muore sull’onda marina, e un tramonto di sogno lontano la barca cammina. Tra mille stelle d’argento, va il pescator contento, mentre ha nel cuore un sussulto d’amore sospira nel pianto così. Madonnina del mare non ti devi scordare di me, vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te. Canta il pescatore che va, Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà. Canta il pescatore che va, Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

“Visita a Maria Santissima”, è una preghiera molto significativa. Si presenta come una tipica invocazione alla Vergine, in cui si delineano le sue Sante qualità. Seguono le richieste di grazie e protezione:

Santissima Vergine Immacolata e Madre mia Maria, a Voi che siete la Madre del Mio Signore, la Regina del Mondo, l’Avvocata, la Speranza, il rifugio dei peccatori, ricorro oggi io che sono il più miserabile di tutti. Vi adoro o Grande Regina, e Vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte finora, specialmente di avermi liberato dall’inferno, tante volte da me meritato. Io vi amo, Signora amabilissima e per l’ amore che Vi porto,prometto di volervi sempre servire ,e di far quanto posso, acciocché siete amata ancora dagli altri. Io ripongo in Voi tutte le mie speranze, tutta la mia salute, accettatemi per vostro servo, ed accoglietemi sotto il Vostro Manto, Voi Madre di Misericordia e giacchè siete così potente presso Dio, deh liberatemi da tutte le tentazioni, oppure ottenetemi forza di vincerle sino alla morte. A voi domando il vero amore Gesù Cristo: da Voi spero di fare una buona morte. Madre mia per l’amore che portate a Dio, Vi prego ad aiutarmi sempre ma più nell’ ultimo punto della vita mia. Non mi lasciate fintanto che non mi vedete già salvo in cielo a ciò possa colà benedirvi e cantare le Vostre misericordie per tutta l’eternità. Così spero, così sia, Amen. (…) Maria di Pedigrutta tu chi poi dunami rifrigeru alli mei guai tu pregammillu lu figliuolu toi ca li bisogni mei Maria li sai , io non mi movu di li pedi toi si no mi mustri li grazi chi mi fai. (…) Maria di Pedigrutta, intitolata chi di li peccatori si calamita e nda sta conuleia stai posata mbiatu cu ti servi per amica, ogni unu chi ti guarda resta innamorata guardando la tua immagine infinita, funtaneia di li grazi si chiamata, dandindi a nui tutti di st’ acqua infinita, laval’ anima mia cal’ aiu malata, lavala ch’è molto infracidita, vi si ti cercu Mamma intitolata, comu ngi desti a Santa Margherita, chi la portasti a chia santa strada mu ndi godimi la glo- ria infinita. Supra all’ altari nge na gran Signora, Maria di Pedigrutta ia si chiama cu ngi ndi cerca grazi ngi ndi duna, cu avi lu cori afflittu Maria ngi lu sana, grazi Madonna mia vindi cercu una,l’ anima in Paradisu e lu coru mu Vi ama. Maria di Pedigrutta io li grazi li voju tutti li voju ca mi li poi fari ca si la Mamma di Dio e non mi li poi negari.(…)

Altre preghiere e canti sono rivolti alla Madonna di Lourdes, anche Lei padrona di una piccola grotta scelta come dimora e luogo di culto, mentre seguono in numero maggiore le preghiere alla Madonna delle Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *